Curry di zucca

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Lo so, ci vogliono tante spezie per fare questo curry che, come tutti i curry, gioca la sua identità proprio sul mix di profumi. Molti però cominciano a usare e a osare con le spezie, di cui spesso hanno in casa i barattolini ma non sanno come adoperarle: dunque prendete spunto e divertitevi, se volete, per realizzare questo piatto ottimo e profumato.

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg di zucca butternut (peso netto pulito)
  • 240 gr cuscus
  • 1 pezzetto di tamarindo in pasta (circa 2×4 cm)
  • 2 porri
  • 2 spicchi di aglio
  • 1/2 cucchiaino cannella in polvere
  • 1/2 cucchiaino curcuma
  • 1/2 cucchiaino paprika piccante o peperoncino in polvere
  • 1/2 cucchiaino assafetida
  • 1/2 cucchiaino cardamomo in polvere
  • 1/2 cucchiaino pistilli di zafferano (opzionale!)
  • 1 cucchiaio foglie di curry secche
  • 1 cucchiaino cumino
  • 1 cucchiaino di curry in polvere
  • 1 cucchaino colmo di semi di papavero
  • 1 tazza di latte di cocco
  • olio evo

Pulite i porri e tagliateli a rondelle, sbucciate l’aglio e tritatelo; mettete a bagno la polpa di tamarindo in poca acqua, per ammorbidirla, e poi trasferite porri, aglio e tamarindo in una padella, bagnando con un dito di acqua. Cuocete coperto per 10 minuti, poi aggiungete 2 cucchiai di olio, rosolate leggermente i porri e profumate con le spezie, lasciandole tostare per qualche minuto.

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Unite la zucca tagliata a dadi, lasciate insaporire qualche minuto mescolando bene e bagnate con 500 ml di acqua calda; incoperchiate e cuocete per circa 20 minuti, finché la zucca sarà tenera ma non sfatta.  Aggiustate di sale, versate il latte di cocco, mescolate e servite insieme al cuscus lasciato a gonfiare in acqua calda, secondo le istruzioni riportate sulla confezione.

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Maki casalingo, un’avventura

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Se avete voglia di cimentarvi nella preparazione di questi adorabili “rotolini”, cavallo di battaglia della cucina giapponese e di gran moda in tutto il mondo, provate a seguire le nostre istruzioni. Il procedimento di cottura del riso è un tantino noioso, ma la successiva preparazione dei maki (ossia i rotolini) è divertente e può essere fatta contestualmente insieme ai vostri ospiti, così ciascuno sceglierà come riempire il suo maki. Non abbiamo usato pesce crudo per i tanti problemi connessi all’anisakis killer, ma se siete certissimi della provenienza del pesce e del suo abbattimento potete tranquillamente usare pesce crudo.

La ricetta è un’indicazione, perché i ripieni dei maki sono praticamente infiniti; vedrete che, facendoli, vi verranno in mente mille possibilità.

E ora, un piccolo “vocabolario” per le diverse tipologie di maki: l’hosomaki contiene un solo ingrediente, il futomaki ne deve contenere quattro, mentre il california roll ha l’alga posta all’interno e il riso è arricchito da semi di sesamo.

  • 500 gr riso per sushi
  • 150 ml aceto di riso
  • 50 gr zucchero semolato
  • 7 gr sale
  • 1 confezione di fogli di alga Nori
  • 3 fette ananas
  • 3 fette mango
  • 1  yogurt greco bianco
  • 40 gr aringa affumicata
  • 40 gr storione affumicato
  • 2 carote
  • 2 zucchine
  • 1 cipollina fresca
  • salsa di soya
  • 1 tubetto di wasabi
  • 1 confezione di zenzero per sushi
  • poca mayonese Leggi tutto “Maki casalingo, un’avventura”

Spaghetti squash

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La zucca spaghetti, o spaghetti squash come la chiamano molti americani, è ormai abbastanza diffusa anche in Italia e vale la pena parlarne, perché è molto buona e costituisce una valida alternativa a un certo più goloso, ma più calorico, piatto di pasta. Prepararla è semplice ma bisogna sapere come, e ve lo spieghiamo di seguito; potete poi condirla come volete, con un semplice sugo di pomodoro,  o un sugo di funghi, o un ragù, o anche con un basico burro e parmigiano.

Innanzitutto, lavate la zucca e poi bucherellatela fittamente con una forchetta. Accendete il forno a 180° e cuocete la zucca, intera, per almeno un’ora (la durata della cottura dipende e dalla grandezza e dalla consistenza della zucca. Dunque pungetela con uno stecchino dopo un’ora di cottura: se la zucca è cotta risulterà morbida uniformemente).

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Ora aprite la zucca a metà, nel senso della lunghezza, e privatela dei semi interni usando un cucchiaio; poi, con l’aiuto di una forchetta, cominciate a svuotarla andando sempre in senso longitudinale: vedrete che la polpa si staccherà formando degli spaghetti. Teneteli in caldo e conditeli come meglio credete, senza dimenticare una spolverata di pepe e parmigiano.

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L’olio di sesamo

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Apriti Sesamo… è proprio da qui, dai semi di sesamo rilasciati dal fiore quando giunge alla massima fioritura che viene il famoso “apriti Sesamo” del tesoro di Alì Baba. E che questi semini nascondano un tesoro di virtù è ormai noto da tempo; meno noto è invece l’uso dell’olio di sesamo, che in cucina è ottimo sia a caldo che a freddo, e dà un sapore nocciolato inconfondibile a insalate, verdure, pesce. Ma, soprattutto, fa benissimo.

Combatte la pressione alta, la mancanza di potassio, favorisce la perdita di peso, reintegra le vitamine C ed E, agisce contro i radicali liberi, rafforza le piastrine del sangue,  l’emoglobina e il sistema immunitario

Infatti, studi recenti hanno dimostrato che l’olio di sesamo combatte la pressione alta, la mancanza di potassio, favorisce la perdita di peso, reintegra le vitamine C ed E, è un’ottima fonte di beta carotene – infatti, applicato sulla pelle, ha un fattore di protezione solare pari a quattro- (Yale Journal of Biology and Medicine). Inoltre, è ricco di fosforo, calcio e zinco e di selenio, che agisce contro i radicali liberi. Ancora, la vitamina T contenuta in questo olio rappresenta un eccellente ricostituente per le piastrine del sangue,  l’emoglobina e rafforza il sistema immunitario. Dunque, integratelo nella vostra dieta, alternandolo all’olio evo tutte le volte che volete. Contiene 899 calorie per 100 gr.

In India l’Ayurveda usa da tempi immemorabili l’olio di sesamo come olio da massaggio per le sue proprietà disintossicanti, defaticanti, antiossidanti, depurative, emollienti, lenitive; in Cina viene usato nel trattamento delle piaghe e delle emorroidi.
L’olio di sesamo viene assorbito dalla pelle immediatamente, che risulta nutrita perfettamente e senza alcuna  sensazione di untosità. Per l’uso esterno, scegliete un olio bio appositamente filtrato, che non ha profumo ed è più chiaro di quello per uso alimentare.

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Le virtù dell’olio di cocco

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Ottenuto dalla spremitura a freddo della polpa, l’olio di cocco è un olio vegetale dalle innumerevoli virtù e, oltre a essere un magnifico alleato nella cosmesi naturale, può anche essere inserito nell’alimentazione. Si presenta sotto forma di un burro che si scioglie immediatamente a contatto con la pelle.

Come idratante, l’olio di cocco è imbattibile e, visto che non unge eccessivamente, è assorbito più facilmente rispetto, per esempio, all’olio di mandorle dolci o all’olio evo.

Impieghi dell’olio di cocco per la pelle del corpo

  • applicato prima della doccia, idrata, elasticizza e ringiovanisce l’epidermide, grazie ai molti  antiossidanti che contiene;
  • protegge la pelle  prima di un bagno in mare, perché evitala disidratazione dovuta al sale (ma ricordate che NON ha filtri solari)
  • è un eccellente doposole
  • aiuta la guarigione di lividi e ferite (è un ottimo antivirale)

Impieghi dell’olio di cocco per il viso

  • Idrata, ammorbidisce e combatte le rughe (anche aggiunto alla vostra abituale crema da giorno e da notte)
  • È ideale per il contorno occhi, che elasticizza e ristruttura

Impieghi dell’olio di cocco per i capelli:

  • applicato sui capelli e lasciato in posa  per almeno 30 minuti, li rende morbidi e lucidi
  • aumenta il volume
  • idrata il crespo
  • ristruttura
  • dona pettinabilità

L’olio di cocco in cucina

Per quanto riguarda l’uso alimentare, innanzitutto è privo di colesterolo e contiene circa il 90% di acidi grassi saturi, che lo rendono particolarmente resistente alle alte temperature: perfetto per le fritture, ma anche nei dolci può sostituire egregiamente il burro. Basta avere l’accortezza di usarne una quantità leggermente inferiore a quella del burro o di altro grasso indicato nella ricetta: 85 gr di olio di cocco equivalgono a 100 gr di un altro grasso). Naturalmente, consumato crudo conserva meglio le sue qualità organolettiche.

E come calorie? Ne contiene 862 ogni 100 gr, mentre l’olio evo ne conta 901; la caratteristica dell’olio di cocco è di essere un grasso a catena media, e perciò più facilmente digeribile; inoltre, il nostro metabolismo non utilizza i grassi a catena media come riserva, ma li usa subito come fonte di energia. Unica accortezza: per l’uso alimentare, siate sicuri di acquistare un prodotto biologico di buona qualità, che non deve avere sapore o profumo.